La parola recessione

In Europa, sono analoghe a quella italiana le situazioni della Germania e della Francia, mentre la crisi ha colpito in modo non superficiale la Spagna e la Gran Bretagna e, fuori dall’Unione, la Russia. Gli inglesi, quando sono in grave difficoltà, possono trovare capacità di recupero impensabili, churchilliane o thatcheriane, grazie alla loro esperienza dell’economia di mercato. Leggi Perché Londra è tra le prime vittime della crisi di Wall Street
19 SET 08
Ultimo aggiornamento: 18:32 | 16 AGO 20
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Ma ciò che la presidente della Confindustria intende spiegare è che la nostra economia, la cui crescita è stata trainata soprattutto dal commercio estero, ora è in panne, a causa dell’andamento non favorevole dei mercati internazionali. Così avverte la classe politica e i sindacati che il processo di ristrutturazione che ha portato la nostra industria a muoversi con vigore nei mercati globali, adesso, a causa di fattori esterni, ha subito una pausa delicata. Poiché le vicende finanziarie internazionali hanno remato contro il nostro rinascimento industriale, ci vuole calma e prudenza. Ma, al di là delle schermaglie statistiche, la nostra economia attualmente è in crescita zero o poco sopra zero e non abbiamo crisi finanziarie. E reggiamo bene alla tempesta dei mercati mondiali.
In Europa, sono analoghe a quella italiana le situazioni della Germania e della Francia, mentre la crisi ha colpito in modo non superficiale la Spagna e la Gran Bretagna e, fuori dall’Unione, la Russia. Gli inglesi, quando sono in grave difficoltà, possono trovare capacità di recupero impensabili, churchilliane o thatcheriane, grazie alla loro esperienza dell’economia di mercato. Per la Spagna di Zapatero, invece, il risveglio dalle illusioni appare difficile. Ma è soprattutto la Russia a soffrire. Lo starnuto di Washington crea una polmonite alla Borsa di Mosca e fa scendere il pil russo. Non bastano un mix di oligarchi e di Putinomics per realizzare la transizione al sistema capitalistico. Adam Smith, do you know?